Libri contro il Nulla

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Eravamo bambini come tanti negli anni Ottanta e in alcuni momenti ci ritrovavamo a sognare, nella casa silenziosa, ci sentivamo respirare, con la testa sotto le coperte, come il piccolo Bastian della Storia infinita a rifugiarci nell’incontro che accadeva tra le pagine. Noi siamo ancora qui e la luna non sembra più così piena né il Nulla più possibile e spazioso, ma un giorno certo tutto dovrà smettere di esistere e noi leggiamo ancora di mondi per diverse ore dicendoci che vorremmo fossero possibili, il tempo scade ancora e si va a letto, ma la notte non è più così calma come allora, ci sono più spazi lasciati vuoti.

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e perciò noi gridiam, viva Topolin!

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Ecco, riguardo ai libri significativi della mia vita, non mentirò raccontando di aver spulciato tra gli scaffali polverosi di casa e di essermi imbattuto in Moby Dick o nei racconti di Dickens, quello è avvenuto dopo e anche grazie alla scuola e a quei momenti di libertà – pochi in realtà – che permetteva con la scelta dei libri della biblioteca. Starò qui a raccontare delle nuvolette di Topolino, di quando sgattaiolavo fuori dalle stanze degli adulti come una spia, lasciandoli alle loro astruse parole sulle cose da fare da pagare da ricordare. Andavo a sdraiarmi sul letto e aspettavo che gli altri non mi raggiungessero, era molto più di un fumetto, era un luogo un rifugio, era un breve momento al riparo.

Il rifugio

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foto Stefania Tramonte

Sto qui a creare delle storie come facevo da bambino quando tutti intorno a me litigavano, io mi rifugiavo nell’angolo segreto, pronto per un altro capitolo di giochi, forse se ne parli esci un po’ fuori,  dicevano, ma io non avevo più niente da dire, c’erano le storie che si prendevano tutto, la parte mia più vera affidata alla fantasia, mi salvavo e stavo meglio, purificato per cose di cui non avevo colpa, di quella consolazione non è rimasto più niente, solo macerie, ma io ci sarò sempre nella scrittura.