Disumano

Per anni ci hanno messo in guardia dal pericolo dell’era degli umanoidi, quando invece non sarebbe scaturito dal non umano, ma dal disumano. Il pericolo viene dall’uomo la cui umanità resta incagliata negli ingranaggi del meccanismo, non dalla macchina sotto forma umana. Nulla è più pericoloso del disumano, non offre né gioie né lacrime, ma ha cuore e respiro e la memoria della pelle, dispone del linguaggio e può formulare la parola che ci porti via da noi.

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I nomi per chiamare ogni cosa

Dobbiamo tornare a cercare i nomi per chiamare ogni cosa, uno per chi ci passa accanto e un altro per chi resta, parole che già esistono per farci bastare pure l’aria, non servono parole nuove ma serve inceppare il linguaggio macchina dello zero e uno, per il quale ogni sguardo sulle cose sembra definitivo e si pronunciano i nomi del mondo come avessero un prezzo. Ma come le chiamiamo le cose che ci  sostengono invisibili? I poeti ci hanno insegnato il rumore della pioggia, restituito poesia ai punti in cui le gocce sulla finestra bussano e scivolano via.