Natale

Abbiamo considerato che è nato e che è stato uomo come noi, ci basti sapere che è nato e che è esistito in mezzo a noi in questo mondo imperfetto per sentirci confortati. Ci sono molti modi di amare, uno è questo, venire al mondo, stare in mezzo agli altri, tornare, l’altro è attendere.

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Una questione di leggerezza

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foto P. Allegro

Secondo me è tutta una questione di leggerezza.
Parlare di libri, di film, di dischi, di te, di ferite asciugate dal tempo, scrivendolo con il simoncini garamond che si posa leggero, e ciò che importa pare sia cogliere la bellezza di cui si nutre la nostalgia, nutrirne la voce, raccontare sussurrando che purtroppo non riusciranno la letteratura, la musica, non riuscirai tu a dare delle risposte, ma non esisterebbe più niente dei ricordi, dell’amore, niente di niente, se non se ne colgono tracce nella leggerezza degli scorci, nelle vie di fuga che non danno importanza alle cose che vivi ma a quelle che sogni.

Poesie di luce e di riparo

Una nuova raccolta di poesie per lo psichiatra e psicoterapeuta Cesare Perri

Cesare Perri è un autore generoso, completamente immerso nel segno che ne definisce la presenza per gli altri, siano questi lettori o pazienti, e lì resta come sospeso – parla il linguaggio rarefatto della poesia – in espressioni che scivolano via leggere come gocce d’acqua sulla pelle. Ha sempre qualcosa da dire come essere sensibile in mezzo alle delusioni della vita, eppure si fa trovare come sostenuto da una miriade di vive emozioni.
Al calar del sipario dipinsi un’emozione è luce e riparo oltre questo cono d’ombra, attraverso una serie di lievi sospiri, un’immagine chiara rilasciata con la profonda sensazione di creare qualcosa, un varco, un’onda sul passato per incorniciare con eleganza questo presente tutto ancora da vivere. E consegnare al tempo, a noi altri, situazioni e sentimenti molto comuni.

è pur sempre l’amore il tema centrale, in sostanza l’amore, in durezza e denuncia l’amore

Questa nuova silloge vede infatti un autore più sicuro dei propri mezzi, più consapevole nel compiere una scelta stilistica in maniera quasi netta; rispetto alle raccolte precedenti qui è più presente l’uso dell’ironia, un approccio svagato – come di chi si rifugia in una stanza aperta su più lati, porte per tutti – e tutto è come immerso nella magia di un ritmo musicale, una scelta che riprende la necessità della libertà, la scelta del respiro per frazionare il tempo, vissuto e da vivere, in versi brevi come sussurri. La predilezione di Cesare Perri per la forma breve risiede in questo bisogno di affidare alla pagina un’alternanza di vuoto e pieno che avvicini la poesia alla melodia e alla leggerezza, come in quelle canzoni pop di autentica espressione sentimentale, tali da evocare una delicatezza e una malinconia quasi infantile. Quando li recuperi i ricordi, infatti, non si traducono in motivi orchestrali ma in dolci nenie.
E in questa raccolta è pur sempre l’amore il tema centrale, in sostanza l’amore, in durezza e denuncia l’amore, di chi ha negli occhi l’intransigenza che guarda la vita pur in questa girandola di emozioni e percezioni, ma il messaggio qui racchiuso, che sia di gioia o dolore, di conforto o disperazione, nasconde sempre il sogno e la speranza. Nelle sue più diverse sfaccettature l’amore è raccontato dietro un caleidoscopio poetico che ritrae stati d’animo, che concede senza volerlo momenti di decadenza, così come cerca di trovare punti d’incontro, dicevamo, nella forza espressiva dell’ironia e della brevità.
E mentre anche indossando la carnalità della poesia, gli anni passano e le tracce sulla pelle aumentano, nell’affanno ma in compenso in salvo, l’amore plasma dolcemente i ricordi di Cesare Perri, restituendone versi che sono segni con cui rincorrere l’ombra della felicità.

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CESARE PERRI
Al calar del sipario dipinsi un’emozione
Talos Edizioni (collana Tamiri)
2017, 98 pag.
10,00 euro

Un tuffo nella luce

Una nuova silloge poetica di Gregorio Fiozzo

Per raccontare l’amore puro, quello che va oltre la notte, l’amore per la vita, bisogna raccontare in versi i sentimenti senza tralasciare il sogno e l’amaro, il tramonto così com’è ancora appeso alla luce, il varco appena buio dettato da momenti di nostalgia, con quella levità a cui solo il chiaroscuro che sfuma riesce a tenere il passo, con quella semplicità a cui solo le poesie più delicate sanno appellarsi.
In Luce della luna, Gregorio Fiozzo coglie di questi attimi fuggiti al presente un modo tutto proprio di raccontarsi il reale, in un momento sociale di giorni senza redenzione per i romantici cantastorie della sacralità. Quelli come lui scorgono luce tutto intorno, dotandola di un senso che possa custodire la coscienza non ancora repressa, ripercorrendo in versi, parola dopo parola, la speranza che è propria della poesia, fatta di preghiere eterne quanto di motivi quotidiani.

nostalgia dettata dal tempo sabbioso, che sfugge tra le dita di chi scrive, che raschia la voce di chi canta

Il tema principale anche in questa silloge, l’ennesima di un autore instancabile – e perché mai dovrebbe esaurirsi questo afflato umano? – è ancora l’amore, per una donna, per gli altri, per la propria terra, amata terra, per Dio e per ogni gesto che lo ricordi, per il proprio cammino di cui tanto l’autore desidera condividerne gli inciampi e gli scatti, i tonfi e le attese, le impronte in ricordi.
Poesie quasi mai ermetiche, intense e immediate, brevi come spunti emozionali, sorrisi appena accennati, musicali e fuggevoli, che restituiscono chiare visioni di quella nostalgia dettata dal tempo sabbioso, che sfugge tra le dita di chi scrive, che raschia la voce di chi canta persa nell’eco di un futuro migliore. È questa la luce di cui scrive e canta Gregorio Fiozzo, quella che rischiara tutto attorno di speranza e volontà, armata di gioia e malinconia, perché mai inerme se ne sta la poesia di fronte a questa marea di incomunicabilità. Un tuffo nella luce.

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GREGORIO FIOZZO
Luce della Luna (All’amore)
Link Edizioni (collana Poesie)
2017, 216 pag.
12,00 euro

L’importanza di un filo d’acqua

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Poesia è vita, l’esordio dell’artista romana Anna Avelli

La poesia è un modo tutto speciale di interpretare quello che ci sta intorno e di restituirne in sussurrate parole ciò che si desidera comunicarne; è leggere la vita in una dimensione tutta nuova, un’altra ancora che rischiari una diversa prospettiva. La poesia ha a che fare con noi, con tutto quello che di più nascosto custodiamo nella nostra esistenza, perché c’è un alfabeto che ne svela i segreti, e senza i versi, i giochi di parole e di immagini potrebbero risultare solo balbettati strascichi di eco lontano.
Così anche Anna Avelli, artista poliedrica che vive a Roma dove insegna yoga, in questa delicata raccolta coglie ogni frammento della realtà per ricondurlo ad una percezione della vita che sia capace di restituirne il senso; grazie alle sue tenui poesie – sono fragilissimi i voli pindarici – può tentare una ricerca di significati nascosti e profondi tramite semplici impressioni, come fosse una favola l’esistenza e non una concessione temporale di lacrime e gioia.

da poetessa abita un vuoto da riempire e mostra i contorni di un desiderio profondo

Ci sono afflati che conquistano il cuore tra queste righe, in cui si esce ed entra dalla regola poetica per infrangersi sulla libertà che ti concede appena l’esordio sulla pagina, come quando da innamorata della natura l’autrice ne riprende il canto come usignolo di carta, così come quando da innamorata dell’amore con il verso non fa che richiamare la reciprocità dell’abbraccio, senza canti aulici né solipsismi estenuanti. È un po’ come se volesse accoglierti ancora una volta nella sua vita, evocando anche le inevitabili ferite, le fotografie sbiadite, perché da poetessa abita un vuoto da riempire e mostra i contorni di un desiderio profondo, il sogno di trovare ascolto autentico di sé e del mondo così come lo vorrebbe abitare.
D’altronde ha scelto l’acqua per le poesie, spesso un po’ di cielo, con il passo della creatura capace di vivere grandi passioni riuscendo in alcuni momenti a fondersi con il vero oggetto del suo amore: “Come aquiloni/ ci tiene allacciati al cielo/ il vibrante silenzio”. E poi si fa ancora più piccola nella misura in cui la sua poesia si fa preghiera: “Bagnami di te cielo,/ portami in alto/ acqua di luce chiara”.
Una richiesta di luce che rischiari il volto di una passione nuova, di cui è permeato ogni aspetto della sua vita e della sua poesia, da parte di una donna impegnata che desidera condurre l’amore stavolta fuori dalle sue stanze, segnando il suo stare al mondo con occhi che non possono fare a meno di guardare, con voce che non può fare a meno di denunciare, con versi che non possono fare a meno di annotarne un canto rotto. Perché poesia è vita, e gli altri ne fanno parte.

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Anna Avelli
Poesia è vita
Talos Edizioni (collana Tamiri)
2016, 146 pp.
€ 10,00