Fantastic Something

Ci sono dischi in stato di grazia, fatti di malinconia e melodie carezzevoli, dopo questi incontri ognuno può credere alle canzoni della pelle, esistono, il silenzio è dolcezza blanda a confronto. Uno i fratelli Alex e Constantin Veis l’hanno inciso nel 1985 come Fantastic Something, l’altro Constantin da solo con il titolo di Memory-La nel 2002, ed è più facile ascoltarli che parlarne, le descrizioni fanno fatica quando si tratta di una timida bellezza il tempo di un soffio, così leggera ma all’altezza delle cose che non finiscono, parla a bassa voce perché il mondo là fuori non sappia degli spazi bianchi e incompresi che occupa.

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Carillon 2014

Ecco la mia top ten musicale dell’anno. Notare: tanto miele e poco roccia, ma tant’è in qualche modo si deve fuggire ai tempi duri e puri.

  • toGzJ8Piers Faccini and Vincent Segal – “Songs of time lost”

È il frutto di una collaborazione artistica tra il cantautore italofranceseetantialtriposti con il talentuoso violoncellista Vincent Segal. Brani originali e qualche cover, tra cantautorato folk, jazz e pop da camera.

  • coverErlend Oye – “Legao”

La metà più eclettica dei Kings Of Convenience alle prese con un disco solista suonato in collaborazione con gli Hjálmar, band reggae islandese. I Kings che suonano reggae, ma non troppo, soul ma non tanto. Un disco che è un’isola softpop.

  • Hendra252_1397091806[1]Ben Watt – “Hendra”

Ben Watt è “quello” degli Everything But The Girl, “quello” che trent’anni fa aveva pubblicato un gioiellino di elegante indie-pop come “North Marine Drive”. Oggi è ancora quello.

  • Morrissey - World Peace Is None Of Your Business
  • Morrissey – “World peace is none of your business”

 Perché è Morrissey, anche se sempre un po’ meno.

  • yorkeOR_1413558581[1]
  • Thom Yorke – “Tomorrow’s modern boxes”

Perché è Thom Yorke, anche se sempre più in falsetto.

 

  • coverRumer – “Into colour”

Rumer (ovvero Sarah Joyce) è un’eccelelente vocalist, una voce soulful come poche, perché non strepita e non graffia, se ne sta pacata pacata come un classico che ti risuona in testa a Natale.

  • images[2]Zoot Woman – “Star climbing”

Zoot Woman è un gruppo inglese di musica elettronica e li seguo da sempre. Più festosi dei Depeche Mode (non è che ci voglia tanto) e meno eterei degli Junior Boys. E tiè, non si dica che ascolto solo musica acustica.

  • coverCoralie Clement – “La belle affaire”

Leggerezza del french-pop portami via. Figlia ideale di Françoise Hardy e sorella biologica del musicista Benjamin Biolay, che le dà pure una mano e si sente. Un disco che pesa quanto un sospiro.

  • 3782670_DIGIPACK_4COL.inddCesare Cremonini – “Logico”

Certo non ho ascoltato ancora il nuovo Elettronoir che mi dicono sia un capolavoro, e questo di Cremonini non è certo il massimo, ha fatto molto meglio in precedenti lavori, ma l’ho inserito giusto perché non si dica che ascolto solo musica straniera. Di questi tempi quello della nazione è tra i valori più gettonati e bisogna tenerne conto per un’eventuale candidatura.

  • Miniature Tigers - Cruel RunningsMiniature Tigers – “Cruel runnings”

Uno di quei dischetti di pop sixities e giust’appena danzereccio, con cori e falsetti tali da ricordare i Beach Boys, più boys che beach. Insomma ricordano i Phoenix e d’inverno ne abbiamo bisogno.