Fiori che resistono

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foto P. Allegro

Per la serie fiori che resistono, la poesia quant’è fragile, di giorno devi cercare il silenzio, nasconderti. Piccolo eroe fai in fetta, parole rimbombano dentro lo spazio angusto.

 

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Siesta

Cerco, ascoltando alcune delle creature di casa Siesta Records, di abdicare all’inverno che resiste ancora. Probabilmente tante opere di questa casa sono state accolte dalla voglia di recidere distanze, di avvicinare diverse sensibilità attraverso la leggerezza.

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plastic d’amour – plastic d’amour ep (2002)
Video – “La Ficelle”

 

 

 

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las escarlatinas – a todo color (2005)
Video – “Acercandome a ti”

 

 

 

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edwin moses – edwin moses (2000)
Video – “I’ll be around”

A te, nel giorno del tuo compleanno

All-focus
foto P. Allegro

A volte, lo confessi, tu desideri fuggire via, arrivare là dove nessuno riesca a entrare, ti si stringe il cuore, dici, vuoi scappare, ma se si tratta di amore, ti rispondo io, si tratterà solo di restare, la nostra corsa insieme non si esaurisce.
Ti ricordi di me? Ci siamo incontrati per strada un giorno, i miei occhi passavano in rassegna tutti, ero giovane e curioso, ma ho visto te, dove andremo, pensavo, guardando alla ragazza senza ancora un nome, ciao sono io, avrei voluto dirti da subito, ti chiamo domani, ti ruberò solo un po’ di tempo, giusto una vita.
Vorrei guardarti negli occhi e sentire di essere tornato indietro a quei giorni leggeri, in cui pensavi ai giorni insieme da riempire di leggerezza, ma che tutto avrebbe potuto farti male l’avevo capito da sempre, e oggi senti dentro di te l’universo come un mondo di pericoli. Ma oggi, proprio oggi voglio donarti qualcosa, seguimi, ti regalo parole, un fiore,  un invito, alza gli occhi al cielo, lo so che mi guardi con la tua espressione smarrita, ma alza gli occhi al cielo, la vertigine passerà e i battiti dentro li sentirai fremere sempre meno, ti lascio in buone mani, sono parole d’amore, raccontano buona parte della speranza, abbi fede in Dio e fiducia in un mondo fatto ancora di esseri meravigliosi.
Le tue insicurezze, le tue debolezze, le barriere dell’anima, i piccoli meccanismi che ti proteggono stanno tutti pigiati nella tua testa, e allora io ti riscaldo il cuore, andiamocene distratti, come facciamo di domenica pomeriggio scrutando il mare.

 

Le poesie di Amal

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Bambini a Gaza

Mi abbasso verso Amal per salutarla e le sussurro un paio di parole all’orecchio. È una bambina sveglia, capisce al volo. “Ti prego, fai quella cosa”. Mi ha fatto leggere alcune poesie (“leggi per favore, perché tu scrivi”) che compone nel poco tempo che ha a disposizione, quando non deve badare ai suoi tre fratelli. La vedo quando si mette a scrivere sul davanzale dell’unica finestra che dà sulle case, per usufruire della luce che le concede la strada.

Per le vie del mondo
ti cerco speranza
e queste labbra, dappertutto
vogliono sciogliere parole
di vita.

Le ho detto che deve trascriverle in ordine, di fare in modo di farle leggere, di farmele arrivare. Male che vada userò questi versi per conquistare la luce che a lei non basta neanche per leggere.
Mi arriva una vertigine, una sensazione strana di mancamento. Sento che tra le braccia di un altro posto questi ragazzi potrebbero sicuramente riuscire a stupire il mondo, riuscire a invecchiare e morire contenti di quella vecchiaia passata a vivere. Tutto questo, lo so già, diventerà un ricordo che non lascerà pezzi per la mia strada, che cercherò di recuperare nei momenti più tristi della mia esistenza. Ho visto morire, e ora c’è un tarlo che mi rode dentro e che cerco di scacciare invano.
Ho questa netta percezione, che se dovessi leggerti i versi di Amal mi diresti che sarebbe bello passare con lei lo stesso cielo.

da Collezioni di cielo (2016)